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In cosa investire
29 ottobre 2008
La domanda classica è: in cosa investire. Ci sono delle linee guida che si possono seguire per ridurre i rischi:

Prima indicazione: evitare tutti i prodotti finanziari del risparmio gestito e cioè fondi di investimento, gestioni patrimoniali, index, unit, obbligazioni strutturate, e nel caso delle imprese ovviamente i contratti swap. Seguendo questa indicazione già ridurrete enormemente i rischi e le perdite.
Seconda indicazione: le banche non guadagnano vendendovi azioni e obbligazioni quindi se un intermediario vi consiglia questi strumenti probabilmente lo fa contro il vostro interesse. Ricordate le persone a cui sono state consigliate obbligazioni e azioni cirio e parmalat. L'interesse delle banche era liberarsi di questi titoli e scaricarli sui risparmiatori. E' evidente come l'interesse del venditore era opposto a quello dell'acquirente.
Terza indicazione: acquistate solo strumenti che conoscete. Se non capite come funziona un'azione e quali rischi comporta non comprate azioni. Se non capite come si prezza una obbligazioni lasciate perdere. Seguendo la prima indicazione evitate tutti i prodotti finanziari con nome esotico.
Quarta indicazione: Se non sapete selezionare un azione o prezzare un obbligazione la soluzione migliore è affidarsi ai titoli di stato. Non solo italiani ma anche, francesi e tedeschi.
Quinta indicazione: gli immobili sono da sempre un ottimo investimento, ma bisogna sapere valutare l'immobile e non entrare sui prezzi massimi del periodo.
Sesta indicazione: l'oro è un ottimo bene rifugio, ma attenzione, se comprate gioielli d'oro state pagando la lavorazione e quando li rivenderete saranno pagati a peso. Quindi comprate lingotti e non gioielli, anche se questo dispiacerà a vostra moglie.
Settima ed ultima indicazione: per ogni soluzione di investimento più complessa dei titoli di stato cominciate a studiare. Ricordate che chiunque acquista qualcosa non sapendo che cosa sta comprando è destinato a perdere soldi.

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permalink | inviato da marco resistenza il 29/10/2008 alle 18:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
ECONOMIA
Gli investimenti per le banche
28 ottobre 2008
Guardando gli investimenti dal lato delle banche si capisce qualcosa di interessante. Gli investimenti migliori per i risparmiatori non sono quelli migliori per gli intermediari. Azioni, obbligazioni, titoli di stato danno bassissime commissioni alle banche. Per questo non vengono fatti sottoscrivere a meno che non ci sia un conflitto di interesse (ad esempio quando le banche scaricavano sui risparmiatori le azioni e le obbligazioni di Cirio e Parmalat che avevano in carico).

Dal lato delle banche gli investimenti migliori da far sottoscrivere sono tutti i prodotti finanziari, si identificano facilmente perchè hanno un nome (fondo alto rendimento, index crescita sicura ecc). Su questi le banche possono applicare commissioni di gestione, commissioni di entrata, commissioni di uscita, commissioni di performance. Ogni commissione è un profitto per la banca e una perdita per il cliente. Si tratta di un gioco a somma zero dove più gli emittenti possono guadagnare più i clienti devono perdere.

Questo è il mondo degli investimenti visto dal lato delle banche.
ECONOMIA
La perdita dei risparmi
26 ottobre 2008
Argomento di attualità. Si sostiene che nel caso una banca fallisse gli italiani non perderebbero nulla. Non è ovviamente così. Prima di tutto diciamo che esiste un fondo di garanzia. Purtroppo questo fondo può garantire i correntisti di una banca di piccole-medie dimensioni. Assolutamente non nel caso di un gruppo come Unicredit o Intesa-San Paolo. I fondi non sono sufficienti.
Seconda inesattezza, o menzogna se vogliamo essere più maliziosi. Il fondo di garanzia tutela i depositi, ma i risparmi degli italiani non sono tutti sui conti correnti. Sono investiti in varie forme. Vediamo quali sono a rischio:
I pronti contro termine (PCT) che molte banche fanno comprare ai propri correntisti sono invece un credito verso l'istituto bancario. In caso di fallimento la cifra è persa e non si ha alcuna garanzia
Le obbligazioni della banca: anche le obbligazioni bancarie sono un prestito che il risparmiatore fa alla banca e anche in questo caso la cifra viene persa (o meglio si diventa creditori in sede di fallimento e si può tentare di ottenerne una parte di quanto versato, impresa tutt'altro che facile)
Le azioni della banca: chi ha azioni di una banca non è creditore ma socio perciò in caso di fallimento si perde l'intera cifra investita.
Queste strumenti finanziari sono poi inseriti nei fondi di investimento che i risparmiatori hanno sottoscritto e perciò in caso di fallimento si perderà la quota che il fondo ha investito in questi strumenti.

E' facile capire come le dichiarazioni sull'assoluta sicurezza dei risparmi siano tutt'altro che veritiere.
ECONOMIA
economia e finanza
26 ottobre 2008
Questo blog ha l'obbiettivo di spiegare e analizzare le anomalie del sistema economico e finanziario italiano. 

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permalink | inviato da marco resistenza il 26/10/2008 alle 1:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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